SCIE CHIMICHE ANCHE IN ABRUZZO

26 12 2007
Avete mai notato quelle scie bianche lasciate da decine di aerei che si intersecano sopra i cieli abruzzesi? Linee e reticolati ad alta quota che si allargano trasformandosi lentamente in ammassi nuvolosi? Si chiamano “Chemitrails” e si possono osservare bene durante le belle giornate con cieli limpidi o con pochissime nuvole. Sono scie bianche e lattiginose che non si disperdono nell’aria, ma anzi assumono una conformazione ad espansione cioè tendono a diventare tenui nel colore ma si allargano centralmente, spesso unendosi ad altre scie presenti o mescolandosi con corpi nuvolosi, rilasciando degli strani riflessi arcobaleno. Si è notato che l’apparizione di una o più scie porta nei minuti a seguire anche un repentino cambiamento del cielo con una presenza nuvolosa a strati che prima non c’era. E’ un fenomeno del quale si parla poco attraverso i canali ufficiali della comunicazione ma che impazza nei forum che fanno controinformazione. Sono centinaia le segnalazioni che arrivano dall’Abruzzo sul sito”ufficiale” del movimento www.sciechimiche.org, racconti e testimonianze fotografiche di centinaia di aerei che passano in zone dove non c’è traffico di linea. Alcune persone hanno raccontato che dopo un po’ di tempo dall’ apparizione delle scie a volte segue una irrorazione di pioggia o di una stranissima grandine. Di queste particolari formazioni sono state osservate nelle forme più disparate: parallele,a griglia, a croce, curve,con più evoluzioni, uno spettacolo potrebbe sembrare molto suggestivo all’osservatore ignaro di quello che sta accadendo sulla propria testa, soprattutto durante un tramonto, quando le sostanze contenute nelle scie creano variopinti riflessi dei raggi solari. Ma il punto è che le scie rilasciate da questi aerei, non ancora identificati, contengono sostanze nocive all’uomo e soprattutto, non sono ancora chiari i motivi per cui queste operazioni vengono effettuate.
dsc_1755.jpgCosa sono
Non si tratta di scie di condensazione che fisicamente non possono esistere a quelle quote e con le attuali condizioni atmosferiche, non è acqua quella spruzzata dagli aerei, infatti a quelle quote e a quelle temperature i cristalli di ghiaccio sublimano. La preoccupazione e il sospetto che si possa trattare di sostanze pericolose aumentano con l’ingiustificato e continuo passaggio di così tanti aerei. Non tutte le scie bianche abbandonate in cielo dagli aerei si chiamano “chemtrail” (nome tecnico che identifica le scie chimiche) ma, nella normalità dei casi, esse caratterizzano le scie di condensazione: le “contrails”. Quest’ultime sono rettilinee, durano pochi minuti e poi scompaiono lasciando un cielo bello limpido e azzurro. Sono costituite dal vapore acqueo immesso nell’atmosfera (a quota oltre gli ottomila metri) dagli scarichi caldi del motore quando vengono a contatto con l’aria fredda (inferiore ai -40°C) in una percentuale di umidità superiore al 70%. Le scie chimiche, viceversa, allargandosi, persistono per parecchie ore e alla fine trasformano il cielo da sereno a nuvoloso. Vengono prodotte a quote inferiori agli ottomila metri da velivoli non meglio identificati che a volte si muovono seguendo strani percorsi irregolari.dsc_1749.jpgQuali sostanze si disperdono nell’aria

Le “chemtrail” scaricano nell’ambiente, a secondo dell’effetto desiderato, sostanze chimiche tra cui il “trimethylaluminum” (solfato di alluminio), sali di bario (le cui caratteristiche igroscopiche mirano a catturare l’umidità presente nell’aria), ioduro d’argento, calcio, magnesio, titanio e altre sostanze chimiche potenzialmente dannose sia per l’uomo sia per l’ecosistema perché sul terreno finiscono, tra l’altro, anche microrganismi che normalmente vivono negli alti strati dell’atmosfera.


Che aerei sono

Le prime segnalazioni del fenomeno indicavano invariabilmente la presenza di grossi velivoli bianchi senza contrassegni, identificati per lo più come tanker militari del tipo KC-135 e KC-10, ma anche aerei di altro tipo (MD-80, Boeing 757).

CONSEGUENZE SULL’UOMO

I sintomi più ricorrenti riportati dai testimoni sulla scia di queste strisce bianche sono:
tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi. I primi a risentire degli effetti di queste scie chimiche sono gli anziani, i giovani e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche.

pic0021.jpgPerchè le chamtrails
A cosa mirerebbe il fenomeno delle scie chimiche che stanno interessando anche l’Abruzzo? Uno dei principali obiettivi di questi esperimenti sarebbe la modificazione del clima (per far piovere al verificarsi di scarse precipitazioni o, diversamente, per far prolungare una siccità) con la finalità di arrivare a controllarlo e gestirlo per scopi militari e strategici. Ma vi sono altri interessi ancora più inquietanti e segreti. Non è chiaro chi finanzia operazioni costosissime come quelle in questione e per le quali occorrono velivoli particolari, piloti altamente specializzati, carburante e quant’altro. E non è chiaro se le istituzioni locali siano a conoscenza del fatto che il nostro spazio aereo è interessato da queste misteriose e frequenti incursioni aeree.

Siccità artificiale
Si può tentare di confrontare la mappa delle segnalazioni relative alle scie chimiche da varie parti d’Italia con quella della desertificazione, si nota che le concordanze sono inquietanti, in Sardegna l’annata 2001-2002 verrà ricordata come la più secca del secolo quasi ovunque nell’isola è piovuto poco più della metà rispetto all’andamento medio dal 1900 ad oggi. Poiché la Sardegna era già collocabile nelle zone a rischio di desertificazione, qualche scettico potrebbe rifiutarsi di considerare sorprendente questa segnalazione. Ma che dire invece del brusco inaridimento climatico proprio del nostro Centro-Italia e degli strani sbalzi climatici avvenuti nell’estate del 2006?

dsc_1334.jpgGrandine artificiale

Vi ricordate quella strana grandinata che ha colpito la provincia teatina e alcuni comuni limitrofi nell’Agosto 2006? Come al solito allora la discussione sul problema è sfociata in una polemica politica ma i contadini abituati ad osservare i cambiamenti climatici, raccontarono alla stampa che la grandine caduta era molto strana, sembrava quasi ghiaccio secco ed è rimasta sui campi per ore. Nessuna istituzione indagò sull’origine del fenomeno.
Ma tornando indietro di qualche anno, ricordate quella strana storia dei blocchi di ghiaccio che cadevano dal cielo in condizioni atmosferiche improbabili? Anche in quel caso non si riuscì a trovare una spiegazione plausibile.

Chemtrails ed elettromagnetismo

Durante alcune ricerche negli Stati Uniti, una commissione di cittadini rappresentanti della città ha parlato del probabile legame tra le Scie Chimiche e sistemi come il GWEN o i Radar del Norad, circa 60, su tutto il territorio americano. Hanno spiegato come le scie rilasciate in certe zone possano lavorare in sinergia con queste installazioni per la modulazione meteorologica e per il controllo dello spettro elettromagnetico. Queste informazioni sono apparse in più siti internet statunitensi ed alcuni anni fa furono trasmesse da Nicholas Jones giornalista della BBC su un interessante articolo apparso sul sito di Jeff Rense, intitolato “Chemtrails, Peanut Butter and Barium Sandwichs”. LE informazioni parlano del sistema GWEN ovvero di quel sistema di trasmettitori distribuiti su tutto il territorio americano e che in caso di attacco nucleare dovrebbero servire come generatori di energia d’emergenza.

Chemtrails che fare

In altri paesi, come il Canada, molte persone si sono già mobilitate per chiarire i punti oscuri legati a questi fenomeni e all’attività degli aerei ed hanno scoperto l’implicazione dei militari americani dietro questo progetto. Anche in Italia non sono mancate le proteste ed interrogazioni parlamentari finite con un buco nell’acqua. Le ipotesi, alcune terribili e quasi apocalittiche, sono svariate ed ampiamente argomentate sul sito ufficiale e in alcuni documentari realizzati da giornalisti e scienziati, rintracciabili su internet. Per saperne di più ed aderire alla campagna d’informazione, per sensibilizzare le istituzioni a fare chiarezza sul fenomeno: www.sciechimiche.org.


     
   




IL SEGNO E LA MATERIA nelle opere di Enzo Fratini

4 12 2007

Nato a Pianella, Enzo Fratini si avvicina all’arte e all’uso del colore in maniera molto intima e personale, attratto dall’estetica delle immagini. È il suo carattere schivo ed istintivo a spingerlo poi negli anni della giovinezza a cercare linguaggi lontani dal formale uso della parola per sperimentare nuove forme espressive più adatte alla sua personalità sperimentando la fotografia, scoprendo la pittura e la scultura. Lontano da una formazione accademica e sui passi di questa ricerca, a partire dagli anni ’60/70 Enzo Fratini ha saputo conciliare un assiduo lavoro di bottega all’incontro con le nuove tendenze culturali, incontrando il favore di critici e collezionisti privati che ad oggi conservano le sue opere.A partire dagli anni ‘90 cerca il confronto con altri artisti contemporanei partecipando a premi e concorsi, frequenta mostre e laboratori di artisti come quello dell’abruzzese Ireneo Ianni, partecipa attivamente alla realizzazione di grandi opere presenti in alcune piazze abruzzesi come il Monumento ai caduti di Pianella ed il Monumento alla solidarietà di Silvi Marina. Attraverso l’esperienza cerca nuovi spunti formali per le sue opere e proprio grazie al sodalizio artistico con il maestro Ianni nasce la vera produzione pittorica di Fratini che presso di lui affina il gusto e ne carpisce la tecnica.Una tecnica che lui apprende e stravolge, sperimenta e distrugge sulle tele, sulle tavole e sulle sculture che ritoccanche a distanza di tempo, come in una ricerca espressiva in continuo mutamento. Uno stile in cui tutte le opere possono ritenersi “in progress”, per le quali la parola “fine” non è che un aspetto momentaneo. Uno stile unico che elimina qualunque scansione temporale, ma riconoscibile in tutte le sue forme espressive: dal segno alla materia.

 

Guarda il video per visitare la mostra in corso dal titolo “Dal Segno alla Materia”





LA REGIONE INCIAMPA SUI PANNELLI SOLARI

4 12 2007

L’assessore Caramanico dice “E’ un errore imbarazzante” Ma vi rendete conto? Abbiamo (cioè noi abruzzesi) fatto proprio una magra figura…tanto che anche il quotidiano Repubblica ci prende in giro, o meglio prende in giro la nostra giunta di centrosinistra. Il consiglio regionale dell’Aquila ha infatti approvato nelle scorse settimane una legge che di fatto impedisce l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici, in assoluta controtendenza con le altre regioni italiane e con molti altri paesi del mondo. Ma la cosa più grave ci sembra il fatto che l’assessore all’Ambiente faccia mea culpa e definisca l’accaduto un errore imbarazzante. “E’ stato un imbarazzante errore nato da una svista conseguente a un emendamento senza concertazione presentato da un singolo consigliere ad una legge omnibus”, spiega l’assessore regionale all’Ambiente Franco Caramanico su Repubblica. “Come giunta – assicura – ci siamo già attivati per porvi rimedio in tempi rapidi e credo che entro la fine dell’anno di quella norma non ci sarà più traccia”. Ma alla luce di tutto ciò quello che sconvolge i cittadini è l’assoluta leggerezza con la quale i nostri rappresentanti politici affrontano simili questioni. Una noncuranza che ha portato un consiglio regionale a votare compatto un provvedimento così importante, senza capire quali possano essere le sue conseguenze e forse senza conoscerne i contenuti . Una grande caduta di stile che ci fa venire voglia di dire “ma che state affà??”, infatti se i rappresentanti della sinistra abruzzese inciampano proprio su quelle questioni che un tempo erano cruciali vuol dire che è arrivato il momento di liberare le poltrone. E’ ora di fare spazio a chi ha tempo, voglia e sopratutto testa per pensare allo sviluppo e all’ambiente di questa bellissima regione. Avanti! C’è posto!Leggi l’articolo su La Repubblica





OCCHIO A QUESTI RAGAZZI!

27 11 2007

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Bacigalupo classe ’66 Chi sono questi ragazzi? Li riconoscete o magari siete proprio voi? Se vi riconoscete in questa foto d’epoca ed avete voglia di raccontarci la vostra storia o simpatici aneddoti del calcio vastese di quegli anni potete scriverci e condividerla con noi! Vi aspettiamo!





PARCHEGGI CREATIVI E CONTROLLI FANTASMA

27 11 2007

VASTO – Gli automobilisti snobbano le regole e il parcheggio selvaggio diventa una consuetudine. Auto sui marciapiedi, sulle strisce pendonali, parcheggiate contromano nel bel mezzo di un incrocio, oppure davanti ad uno scivolo per i disabili. Gli automobilisti vastesi, vuoi per la fretta, vuoi per disattenzione, non risparmiano neppure la corsia d’emergenza per le ambulanze scambiata per un parcheggio consentito. Abbiamo fatto una giro per la città per documentare i parcheggi selvaggi , diventati ormai una consuetudine, che invadono quotidianamente le strade del centro. Un esempio d’inciviltà che contribuisce a creare pesanti ingorghi nei quali restano bloccati anche i mezzi di soccorso a lavoro e che, a volte, provoca incidenti nei quali restano coinvolti i pedoni. Una inciviltà che può essere “curata”… si, ma da chi? Guardate in nostro reportage e giudicate voi. 

 





ABBASSIAMO I DECIBEL

27 11 2007

VASTO – Nuove regole per le pubblicità sonore.Un settore che attendeva da molti anni di essere regolamentato, o meglio un regolamento che da molti anni attendeva di essere applicato e che finalmente ha trovato un riscontro. Un provvedimento che mette ordine nella giungla dei messaggi pubblicitari che a Vasto si rincorrono a colpi di decibel e a spese dei cittadini. Infatti, dopo numerose e ripetute lamentele di chi non ne poteva più di avere questi moderni strilloni sotto casa, l’amministrazione comunale ha messo mano ad un regolamento del 1995 (mai applicato), vietando le pubblicità sonore nel fine settimana e limitandole ad alcune fasce orarie (10-12 e 17-19) per il resto della settimana.

D’altronde, tutte le città italiane da molti anni si sono adeguate a delle direttive del D.L. n° 507 15/11/93, stilando delle proprie normative. Solo per fare alcuni esempi il Comune di Teramo ha vietato “qualsiasi pubblicità sonora con apparecchi amplificatori fissi o ambulanti nella zone del territorio comunale “, in particolare nel centro storico e “…in tutte le vie circostanti agli alberghi, scuole, ospedali per un raggio di 200 metri, inoltre, nelle zone in cui è consentito previa autorizzazione, è possibile effettuarle purchè gli apparecchi siano tenuti a bassissimo volume tale da non turbare minimamente la quiete pubblica…”. Anche guardando altre regioni le regole in materia sono abbastanza rigide. A Reggio Emilia per fare un altro esempio: “La pubblicità sonora non è consentita nel territorio del Comune salvo casi eccezionali da autorizzare, di volta in volta e per tempi ed orari limitati, da parte del Comando di Polizia Municipale. Esso provvederà anche ad indicare le relative ore di esecuzione della pubblicità e, nel caso di veicoli, il percorso da seguire.

La pubblicità sonora è comunque vietata nelle parti di piazze, strade e vie adiacenti agli ospedali, alle case di cura e di riposo.” Da oggi quindi, anche Vasto è al passo con le altre regioni italiane, con un provvedimento che è anche un segnale di grande civiltà e rispetto per il prossimo. Ma i controlli? Chi dovrebbe vigilare sul rispetto delle nuove regole nella nostra città?





LE RICETTE DI CASA TUA

27 11 2007

 

I tacconelli della signora Anna. Care mamme, nonne, zie, sorelle, amiche, qual’è il vostro piatto forte? Inauguriamo una rubrica culinaria dedicata alle ricette preparate con amore e didizione, e ai segreti della tavola che si tramandano di madre in figlia o s’improvvisano con “saporito” ingegno. Mandateci i vostri video, illustrateci le vostre ricette come ha fatto la nostra prima ospite. Oggi parliamo di pasta fatta in casa, molto amata dagli abruzzesi e dai buongustai in genere. La ricetta è semplice ma la procedura richiede esperienza e dedizione… come ha cercato di spiegarci la signora Anna in questo video. La ricetta (per 4 persone) 1 uovo, farina q.b. per avere un impasto morbido ma consistente, 1 bicchiere d’acqua. Cottura in acqua bollente già salata 4-5 minuti.





LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CH’ENTRATE in questo blog

27 11 2007

Benvenuti su PosaB, questo blog è un esperimento, è un palcoscenico virtuale sul quale tutti posso muoversi e diventare attori principali. PosaB è una realtà interattiva per chi ha voglia di dire, raccontare, mostrare in maniera originale e personale tutto ciò chegli passa per la testa e a volte davanti agli occhi. Qui si può ciò che ci piace e ciò che invece non ci piace, si può mostrare insomma l’una e l’altra faccia delle cose. A presto…








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